Le Reti – Lo slowfeeder

In questa puntata vi voglio parlare di un argomento che riguarda il benessere del cavallo e non prettamente l’equitazione naturale..

Anche se avere una accortezza particolare per il benessere del cavallo fa parte della filosofia e dell’atteggiamento che sono i  capisaldi dell’equitazione naturale stessa.

Il poeta latino Giovenale nel 356 dopo Cristo scrisse nella sua opera la famosa frase “mens sana in corpore sano” e niente è più vero anche per quello che riguarda il nostro cavallo.

Infatti prendersi cura della alimentazione del nostro cavallo è fondamentale quanto prendersi cura degli altri aspetti della sua vita come la possibilità di fare movimento liberamente e senza di noi, la possibilità di vivere fuori e di socializzare coi suoi simili.

Sono tutti ingredienti fondamentali che messi insieme creano l’ambiente ideale per raggiungere grandi obiettivi a cui solo la nostra fantasia può dare dei limiti.

Premetto che io non sono un alimentarista ma chi mi conosce sa che da sempre sono un appassionato di alimentazione equina

 

e appena ho potuto ho cominciato a organizzare nel mio centro dei seminari con professionisti del settore ed alimentaristi di fama nazionale

 

come ad esempio il Dottor Magni dell’università di Pisa con cui ho il piacere di organizzare tutti gli anni presso il nostro centro, un corso sull’alimentazione in generale e specifica del cavallo sportivo

 

La cosa curiosa è che a questi corsi partecipano sempre molti privati ma mai titolari di maneggi o allevamenti.

 

Probabilmente perché pensano, come del resto pensavo anch’io, che siano già abbastanza preparati sulla materia.

 

Invece studiandola personalmente mi sono accorto che ci sono veramente una miriade di aspetti che spesso vengono trascurati perché non si conoscono oppure anche se si conoscono non gli viene dato il giusto peso e la giusta importanza

 

Sono veramente molti e la materia mi appassiona a tal punto che vorrei dirveli tutti ma sarebbe una puntata troppo lunga e forse per qualcuno abituato ai miei soliti argomenti, anche noiosa.

 

Semmai se vi piace la materia e vi interessa che tratti ogni tanto questo argomento lasciatemi un commento o scrivetemi un msg.

 

Premetto che quello che andrò a raccontarvi è frutto dei miei studi e della mia esperienza e che non voglio in alcun modo sostituirmi al vostro alimentarista di fiducia o veterinario.

 

Ricordate sempre che ogni cavallo è un individuo a sé e che ciò che va bene per uno non necessariamente va bene per l’altro.

 

Un po’ come per noi umani
non necessariamente la mia dieta va bene anche a qualcun altro.

 

Ma oggi vi voglio parlare
della prima regola che per mia esperienza e per la formazione che ho
potuto fare è fondamentale per la corretta alimentazione di un
cavallo adulto.

 

Parlo di cavallo adulto
perché poi se scendiamo nei puledri o saliamo negli anziani le cose
cambiano.

 

Come del resto cambiano
ulteriormente quando parliamo di cavalli molto anziani e con
difficoltà masticatorie o fattrici in allattamento o in gravidanza.

 

Possiamo dire però che ci
sono alcune regole che valgono per tutti e quella che sto per dirvi
oggi è una di queste.

 

Dovete sapere che lo stomaco
del cavallo funziona in maniera diversa da quello di un predatore.

Molto spesso mi avete
sentito dire che il cibo per i cavalli è l’ultima delle priorità
perché

l’erba cresce ovunque

 

e proprio per questo motivo,
a differenza dello stomaco dei predatori, lo stomaco dei cavalli
produce continuamente succhi gastrici. Senza pause

 

E questo può diventare un
problema se lo stomaco rimane vuoto per troppo tempo.

 

Diciamo che oltre le 4/5 ore
i succhi gastrici possono cominciare a danneggiare le pareti dello
stomaco ed alla lunga creare le condizioni ideali perché si venga a
formare una forma più o meno grave di gastrite

 

Sono stati fatti molti studi
su questa malattia e se a volte è causata dallo stress che alcuni
cavalli subiscono durante l’addestramento altre volte è causata
dalla semplice stabulazione che non tiene di conto di questo aspetto

 

Alcune volte l’uomo per
sua comodità intraprende delle soluzioni che non sempre causano
effetti evidenti nel breve termine,

 

ma alla lunga possono
causare l’insorgere di patologie anche gravi come appunto in questo
caso la gastrite o quella che viene chiamata in termine tecnico EGUS

 

(che sarebbe l’acronimo
inglese di Sindrome da ulcera gastrica equina)

 

L’errore che più
comunemente viene fatto è quello di dare da mangiare il fieno due
volte al giorno e spesso consentendo al cavallo di mangiarlo
rapidamente quanto vuole. Come ad esempio gettandolo semplicemente in
terra nel paddock oppure nel box.

 

Dobbiamo ricordare che il
cavallo quando mangia l’erba spende moltissimo tempo nello
strapparla e a meno che non sia alta

 

ne mangia pochissima
quantità alla volta,

poi deve camminare e
spostarsi per mangiarne ancora

 

 

La soluzione migliore,
parlando sempre per esperienza personale, è quella di usare le reti
per il fieno.

Le reti per il fieno sono
delle reti fatte apposta per essere riempite di fieno, di varie
forme, le più comuni sono a sacco ma esistono anche rettangolari e
di altre forme

 

Ogni rete può contenere
quantità diverse di fieno, dai 3 kg a qualche decina di chili
ciascuna

 

Questo sistema consente al
cavallo di mangiare la stessa quantità di fieno ma in maniera più
simile a come mangerebbe l’erba. In piccole quantità e masticando
molto di più e per molto più tempo.

 

Tra l’altro masticando di
più a parità di fiene ingerito, quest’ultimo viene sminuzzato
maggiormente rendendolo più digeribile,

 

inoltre viene secreta molta
saliva che ha un ruolo primario nella predigestione del fieno, nella
lubrificazione dell’esofago e nella diluizione dei succhi gastrici

 

Sicuramente vi sarà
capitato di vedere un cavallo che non mangia da ore tuffarsi
letteralmente sul fieno e farne delle boccate spaventose

 

Ciò non solo non gli
consente di masticarlo bene ma spesso quel cibo tutto insieme e poco
lubrificato dalla saliva può andare a creare vari tipi di
problematiche come ad esempio anche delle piccole indigestioni. Per
non dire di peggio.

 

Personalmente quando ancora
non rispettavo questa regola fondamentale, ho potuto assistere a
cavalli che si abbuffavano di fieno e poco dopo si mettevano in un
angolo senza mangiare per un’ ora e anche più. Colti dal fastidio
dovuto dalla rapidità con cui avevano mangiato.

 

Ma all’epoca ero giovane e
molto più ignorante di adesso e pensavo che il cavallo fosse poco
intelligente e non si sapesse autoregolare.

 

Mentre era solo la sua
natura a farlo agire in quella maniera, spinto dal dolore di stomaco
dopo ore e ore senza mangiare, appena vedeva il fieno cercava di
calmare il dolore mangiando il più in fretta possibile.

 

E questo gli causava un
altro tipo di malessere. Ma era l’istinto che lo guidava non la sua
ignoranza.

 

Era la mia ignoranza che
aveva causato tutto questo non la sua

 

Quindi la prima regola che
vi consiglio sempre di ricordare è che il cavallo ha bisogno di
mangiare spesso ed il più lentamente possibile.

 

Se non volete usare le reti
dategli il fieno dalle 4 alle 8 volte al giorno ma trovate una
soluzione

 

E se state pensando di
lasciare la rotoballa del fieno sempre a disposizione sappiate che
non è una soluzione ideale.

 

O almeno non è una
situazione ideale per tutti i cavalli.

 

Ci sono cavalli che mangiano
poco o comunque si regolano abbastanza da soli ed altri che invece
mangerebbero sempre

 

 

Lasciare un soggetto di
quelli che mangerebbero sempre con una rotoballa a disposizione
capite bene che può essere un problema.  

 

Esistono delle reti anche per rotoballe. Sono reti elastiche che a mano a mano che la rotoballa diminuisce di dimensioni si adattano alla nuova dimensione.

 

Ma nel caso di cavalli molto voraci il problema non cambia.

Finirebbero sempre per mangiare troppo

 

In questo caso le reti sono l’unica soluzione.

Magari con maglie piccole, come quelle di 3 cm, in modo da fargli durare il più possibile ogni singolo pasto ed evitare quindi che stia per più di 5 ore senza mangiare.

 

So che per alcuni può essere un lavoro in più usare le reti.

 

Sopratutto per i maneggi perché per dare da mangiare a 15 cavalli ci vogliono almeno 30 reti e per preparare 30 reti ci vuole almeno un ora e mezzo

 

ma vi assicuro che lo sforzo è ripagato da cavalli più sani, meno nervosi e sopratutto si abbatte di molto la possibilità di coliche. Che è uno degli eventi più temuti da tutti i proprietari.

 

Se vi state chiedendo perché abbassiamo di gran lunga la possibilità di coliche è perché dovete immaginare l’intestino del cavallo come un tubo dell’acqua. Quando il tubo è pieno di acqua in pressione è più difficile da piegare rispetto a quando è vuoto.

 

Nel caso dell’intestino del cavallo mangiare una massa di fieno di 4/5 kg per poi stare ore e ore senza mangiare e poi rimangiare un’altra massa di fieno analoga alla prima crea dei punti vuoti seguiti da punti pieni.

 

Beh non è proprio così ma è per farvi capire.

 

E quindi questi spazi possono più facilmente piegarsi e dare origine ad una delle patologie più pericolose per il cavallo e più costose per il proprietario.

 

Quindi il mio consiglio è di prendervi cura del vostro cavallo anche partendo dalle cose più semplici come questa.

 

Parelli dice, il cavallo non si cura di te fino a che non si rende conto di quanto tu ti prendi cura di lui.

 

 

Keep natural and stay tuned


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