Preparare il cavallo per le emergenze

Abstract
L’importanza della preparazione del cavallo alle emergenze è stata al centro di un recente corso di pronto soccorso tenutosi all’Isola d’Elba, che ha riunito esperti del settore, tra cui veterinari e alimentaristi. L’obiettivo principale è stato quello di migliorare la salute e la sicurezza equina, evidenziando come un cavallo ben preparato e sereno possa fare la differenza in situazioni critiche. Durante il corso, è emerso che molti infortuni che colpiscono i professionisti, in particolare i veterinari, sono legati alla gestione di questi grandi animali. Le statistiche mostrano che una percentuale significativa di veterinari ha subito infortuni nella loro carriera, anche in situazioni in cui il cavallo è sedato. La chiave per una collaborazione efficace tra cavallo e umano risiede nella gestione della paura e nella costruzione della fiducia. Attraverso un lavoro costante e mirato, è possibile preparare il cavallo a situazioni di emergenza, rendendo più sicure le interazioni e le procedure necessarie.

L’importanza della preparazione nelle emergenze equine
La preparazione del cavallo per affrontare situazioni di emergenza è un aspetto cruciale che non può essere trascurato. Durante il corso di pronto soccorso all’Isola d’Elba, è stato sottolineato come un cavallo ben addestrato e abituato al contatto umano possa affrontare le emergenze con maggiore serenità. La preparazione non riguarda solo la salute fisica del cavallo, ma anche il suo stato mentale e la sua capacità di collaborare in situazioni stressanti. Un cavallo che ha familiarità con le interazioni umane e le procedure di emergenza è in grado di mantenere la calma, riducendo il rischio di incidenti sia per lui che per i professionisti che lo gestiscono.

È fondamentale riconoscere che la gestione di un cavallo di grandi dimensioni richiede competenze specifiche e una preparazione adeguata. Gli infortuni che colpiscono i veterinari e altri professionisti del settore sono spesso il risultato di interazioni non preparate, dove il cavallo può reagire in modo imprevedibile. La formazione e la preparazione non solo migliorano la sicurezza, ma possono anche salvare vite, rendendo le procedure di emergenza più gestibili e sicure.

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Statistiche sugli infortuni e la sedazione
Un dato allarmante emerso durante il corso è che il 78% dei veterinari ha subito infortuni durante la propria carriera, una cifra che potrebbe essere sottostimata. Questo dato si basa su casi documentati di pronto soccorso dal 2014 al 2019 e mette in evidenza la necessità di una preparazione adeguata. È comune pensare che la sedazione possa risolvere ogni problema, ma la realtà è ben diversa. Infatti, il 46% degli infortuni si verifica anche quando il cavallo è sedato. Questo perché la sedazione può compromettere la coordinazione e la capacità del cavallo di gestire il proprio corpo, aumentando il rischio di incidenti, come schiacciamenti o reazioni impreviste.

La sedazione non è una soluzione universale e può essere inefficace se il cavallo è estremamente spaventato. È quindi fondamentale lavorare sulla preparazione del cavallo, affinché possa affrontare le situazioni di emergenza con maggiore tranquillità e collaborazione. La chiave per una gestione efficace è la comprensione della paura del cavallo e la capacità di instaurare un rapporto di fiducia.

La paura e la collaborazione del cavallo
Uno studio condotto da Parelli ha rivelato che nell’85% dei casi, i cavalli non collaborano perché hanno paura o non comprendono ciò che viene loro richiesto. Solo una piccola percentuale si rifiuta di collaborare per pura non volontà, e in questi casi è necessario l’intervento di personale specializzato per garantire la sicurezza di tutti. La paura del cavallo è spesso una diretta conseguenza della sua incapacità di comprendere le nostre richieste, e questo diventa ancora più critico in situazioni di emergenza.

Per ridurre i rischi associati, è essenziale preparare il cavallo a ciò che può accadere, ampliando il margine di manovra e consentendo di operare in sicurezza. La fiducia che il cavallo ripone nel suo umano è fondamentale per la sua collaborazione. Contrariamente a quanto molti credono, la fiducia non si guadagna semplicemente nutrendo il cavallo quotidianamente. Un’errata gestione del momento del pasto, come lasciare che il cavallo schiacci le orecchie mentre il gestore si allontana, può insegnargli che tale comportamento lo rende il “capo branco”, con risvolti pericolosi in situazioni di emergenza.

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Costruire la fiducia attraverso il lavoro “da terra”
La fiducia si costruisce attraverso un lavoro “da terra”, che consiste in una preparazione di base semplice ma costante, anche solo un paio di volte a settimana. Non è necessario essere addestratori professionisti per instaurare un rapporto di fiducia con il cavallo. Un cavallo che si fida del suo umano si sentirà più sicuro e sarà meno propenso all’opposizione. La sicurezza è la priorità principale per il cavallo, e può derivare da sé stesso, dall’ambiente circostante, dagli altri cavalli del branco o dal proprio umano di fiducia.

Se il cavallo si fida del suo umano in un’emergenza, sarà più calmo e collaborativo, permettendo anche procedure complesse come le iniezioni senza necessità di legarlo. Un aspetto cruciale nelle emergenze è l’empatia tra umano e cavallo. Studi scientifici, tra cui quelli delle Università di Pisa e Copenaghen, dimostrano che i cavalli percepiscono il nostro stato d’animo attraverso gli ormoni e la coerenza cardiaca. L’adrenalina umana, ad esempio, viene percepita dal cavallo, influenzando il suo comportamento.

L’importanza dell’empatia e della calma
Se, in una situazione difficile, l’umano riesce a mantenere la calma grazie alla fiducia reciproca con il cavallo, anche un’operazione complessa diventa fattibile, persino per una persona non esperta. Maggiore è la collaborazione, più efficaci saranno gli interventi. Fasciare un cavallo che non sta fermo, ad esempio, è estremamente difficile anche per chi ha esperienza; diventa quasi impossibile se il cavallo è irrequieto. L’obiettivo è “fare di più prima per fare meno dopo”.

Nella formazione di un cavallo, tre figure hanno un impatto significativo sui suoi schemi comportamentali: il Groom, il Maniscalco e il cavaliere. Il Groom, pur stando poco tempo, è a contatto quotidiano con il cavallo. Il Maniscalco o pareggiatore, interviene meno frequentemente, ma le sue azioni sono particolarmente invasive. Dare il piede, infatti, è un atto di enorme fiducia per il cavallo, poiché le gambe sono il suo unico mezzo di fuga e difesa.

Investire nella preparazione per il futuro
Un cavallo abituato a dare il piede faciliterà enormemente interventi come lastre o iniezioni. La preparazione anticipata non deve essere vista come tempo perso, ma come un investimento che ritorna con gli interessi. Questo consente ai professionisti di svolgere il loro lavoro molto meglio, soprattutto in assenza di sedazione profonda, che può essere necessaria in caso di condizioni fisiche precarie, età o problemi cardiaci. Esempi pratici includono la sutura di un arto posteriore su un cavallo irrequieto, un’operazione impossibile senza collaborazione.

Un altro esempio fondamentale è la salita sul carrello: in un’emergenza, un cavallo non preparato non si caricherà autonomamente. L’esperienza australiana con le prove di evacuazione per incendi dimostra l’importanza di allenamenti regolari per un caricamento rapido e immediato dei cavalli.

Cosa portarci a casa
In sintesi, dedicare tempo alla preparazione del cavallo è fondamentale. Questo include abituarlo alla presa del peso su una bilancia, alla salita sul carrello e a rispondere in modo appropriato alle nostre richieste, come spostarsi, indietreggiare e posizionare il piede con precisione per una radiografia. Non si può pretendere che un puledro mai maneggiato collabori istantaneamente solo perché la situazione è importante. Le pratiche di preparazione devono essere eseguite con consapevolezza e non in modo casuale. Anche operazioni semplici, come somministrare un collirio o esaminare la bocca, possono diventare un’impresa insormontabile se il cavallo non è stato adeguatamente preparato. È importante cogliere ogni opportunità, anche nei momenti liberi, per fare esercizi in box o in paddock che permettano una migliore gestione futura del cavallo.

Se vuoi vedere il video dove ne parlo clicca qui.

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