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Abstract
Il destino dei mustang selvaggi americani rappresenta un caso emblematico delle contraddizioni che possono emergere nella gestione pubblica degli animali e nell’applicazione delle leggi di tutela. Nonostante una legge federale del 1971 protegga formalmente questi cavalli dalla macellazione, un’inchiesta giornalistica del New York Times ha portato alla luce una scappatoia legale che consente la vendita di centinaia di mustang a commercianti che li rivendono a macelli esteri, soprattutto in Canada. Questo sistema, pur rispettando la lettera della legge, ne tradisce lo spirito e lascia i cavalli vulnerabili a un destino che la normativa avrebbe dovuto scongiurare. I numeri sono impressionanti: costi di gestione milionari, decine di migliaia di animali in strutture di stoccaggio e risorse minime per soluzioni alternative come la contraccezione. L’inchiesta, pur priva di prove documentali definitive, si basa su dati solidi e solleva una domanda fondamentale: cosa accade quando un cavallo smette di essere conveniente da proteggere? Questa riflessione supera i confini americani e invita chiunque abbia a cuore il benessere dei nostri amici cavalli a interrogarsi sul significato autentico della responsabilità e della tutela animale, spingendo a ripensare le strategie di gestione e protezione.



