Abstract
La difficoltà dei cavalli trottatori nel prendere e mantenere il galoppo rappresenta un fenomeno complesso che coinvolge fattori genetici, biomeccanici e di addestramento. La ricerca scientifica ha individuato nel gene DMRT3, noto come “gait keeper”, un elemento chiave che influenza la capacità di mantenere il trotto regolamentare e la propensione a “rompere” in galoppo, con conseguenti squalifiche nelle competizioni. Le differenze genetiche tra i vari genotipi (CC, CT, TC/TT) determinano una diversa predisposizione a mantenere l’andatura corretta, con il genotipo CC associato a maggiori difficoltà. Tuttavia, anche la conformazione fisica e i fattori biomeccanici, come la ferratura, giocano un ruolo importante nel modulare la stabilità dell’andatura. L’addestramento, soprattutto con l’avanzare dell’età, può parzialmente compensare le predisposizioni genetiche, migliorando la performance. Infine, la selezione artificiale ha privilegiato l’efficienza nel trotto a discapito della versatilità nelle andature, limitando la naturale capacità dei trottatori di esprimere un galoppo raccolto e rilassato come quello dei cavalli da sella.



