Caricare il cavallo sul trailer – trailer loading

Trailer Loading

La sveglia è suonata in ritardo,  per fortuna Luca ha preparato gran parte del materiale necessario la sera prima. Ha appuntamento con i suoi amici al maneggio alle 7 in punto ma sono già passate le 7 da 15 minuti.

Arriverà in ritardo ma tanto il suo cavallo è molto bravo con il trailer e quindi monterà subito senza nessuna esitazione. Luca parcheggia in fronte al trailer, fa retromarcia e posiziona il gancio di traino esattamente sotto il timone del rimorchio. Scende di macchina, controlla le distanze, monta di nuovo, indietreggia qualche altro cm, scende, blocca il timone al gancio, sale in macchina e posiziona il rimorchio in maniera da poter far salire agevolmente il cavallo. I suoi amici sono già lì, la gara inizierà alle 9 ma devono fare un po’ di strada e di domenica in estate il traffico si sa che può essere un problema. Fabio lo saluta da lontano dicendo “Dai Luca sbrigati o facciamo tardi”. Alcuni di loro hanno già caricato e si sono avviati.  Luca entra in scuderia e si dirige al box del suo cavallo. Sta ancora mangiando il fieno ma Luca ha fretta. Gli alza la testa, mette la capezza e un po’ frettolosamente lo porta fuori. Il Trailer è là, già con la sponda aperta e le barre posteriori sganciate, pronto per accogliere l’animale. Luca mette i paracolpi da viaggio mentre Fabio gli tiene fermo il cavallo. Appena finito prende nuovamente la corda e si dirige verso il rimorchio. Luca avanti e il cavallo dietro, come ha già fatto molte volte. Luca entra ma improvvisamente sente la corda tendersi, prova a mettere forza ma anziché cedere sente un forte strattone, si gira e il suo cavallo è lì inchiodato di fronte alla rampa e non fa un passo avanti. Prova di nuovo a tirare ma il cavallo accenna una impennata poi si volta e per poco Luca non cade inciampando sulla rampa. Prova di nuovo, più e più volte. Si sta facendo sempre più tardi e il cavallo non sembra avere voglia di collaborare;  è sempre montato, perché questa volta non sale !!! Allora Luca preso dalla disperazione chiede aiuto a due amici che sono ancora lì al maneggio, gli altri sono già andati tutti. Provano in 3 ma il cavallo non ne vuole sapere, tira indietro e si impunta davanti alla rampa. Allora uno dei suoi amici prende un piede anteriore, lo alza e prova a metterlo sulla rampa. Ma appena lo lascia il piede viene subito riportato indietro. Allora l’altro ha l’idea di mettere una corda dietro al posteriore del cavallo e mentre Luca lo conduce dalla capezza  loro lo spingono con la corda tesa a creare una sorta di corsia obbligatori, ma niente. Sono le 8 e 10 ed ancora il bellissimo sauro non è salito sul rimorchio. Ormai Luca arriverà in ritardo alla gara e quindi decide di abbandonare l’idea. E’ affranto, amareggiato e prova un grande senso di impotenza di fronte a qualcosa che ormai dava per scontato. Nella sua mente  adesso nasce un pensiero atroce, la consapevolezza che in qualsiasi momento il suo cavallo potrà rifiutarsi di fare qualcosa che ha sempre fatto, ma perché !

A qualcuno di voi suona familiare questo scenario ? Sì ? Anche a me.

Vi siete mai chiesti per quale motivo un gran numero di cavalli ha il terrore di montare su un trailer o su un camion ? E per quale motivo moltissimi proprietari e professionisti  hanno così tanti problemi durante questa pratica ? E perché un cavallo che è sempre montato regolarmente sul camion o sul trailer improvvisamente può diventare così refrattario all’idea ?

Intanto cerchiamo di comprendere come pensa e memorizza il cavallo. Innanzitutto il nostro amico ha una memoria eccezionale, potremmo paragonarla alla memoria fotografica che hanno alcune persone, con la capacità di associare ad ogni immagine un’emozione. Quando un cavallo vive un’esperienza insieme ad una emozione positiva la vorrà ripetere, viceversa se prova un’emozione negativa non la vorrà ripetere.

Il cavallo è una preda e come tutti ben sappiamo le uniche armi che possiede sono le proprie gambe per fuggire lontano dai predatori. Un predato non vorrà mai cacciarsi in un contesto dal quale non ha via di fuga, come ad esempio angoli, luoghi angusti, strettoie etc.

Noi d’altro canto siamo predatori, ed il cavallo lo sa bene. Quindi se proviamo a vederla come la vedrebbe un cavallo: perché mai dovrebbe entrare in un luogo angusto, senza via di fuga, chiuso da 6 lati e per di più dovrebbe entrarci perché glielo chiede un predatore!

Vi suona abbastanza innaturale o no ?

Ovviamente ci sono cavalli più claustrofobici e meno claustrofobici ma esserlo fa parte della loro natura, è scritto nel loro DNA, madre natura, che non fa mai niente per caso, li ha istruiti a dovere per permettergli di sopravvivere. E’ come se gli avesse detto “Non ti andare ad infilare in spazi angusti e luoghi stretti dai quali non puoi fuggire, soprattutto se te lo chiede un predatore”.

Perciò è assolutamente naturale che non salga volentieri e di sua spontanea volontà su un trailer. Non è naturale il contrario, anche se ci sono alcuni cavalli che non sono affatto claustrofobici (o pochissimo) e nello stesso tempo sono molto curiosi. Questi entreranno senza grossi problemi e ci faranno sembrare la cosa facile anche se saranno loro ad aver fatto gran parte del lavoro. Ma esistono cavalli in questo modo, cioè che, senza nessuna preparazione, salgono volentieri, solo perché non esistono più (o quasi) cavalli realmente selvaggi. La maggior parte sono allevati dall’uomo, in contesti protetti, e quindi anche quei soggetti che in natura sarebbero stati i primi ad essere divorati possono riprodursi liberamente ed arrivare poi in mano nostra.

Quindi possiamo dividere i Cavalli in diverse categorie in base al loro comportamento:

A.      Cavalli che fin dalla prima volta entrano senza o quasi rifiutare

B.      Cavalli che una volta entrati hanno vissuto l’esperienza del viaggio in maniera negativa (curve troppo veloci, fermate troppo repentine, scossoni violenti, mancanza di aerazione adeguata, hanno patito la sete etc.) e le volte successive hanno cercato di non salire per evitare di ripetere l’esperienza.

C.      Cavalli che non entrano perché i proprietari o coloro che si sono occupati di caricarli hanno sbagliato approccio causando nell’animale il rifiuto di opposizione che se mal gestito porta poi a conseguenze via via sempre più gravi anche se il cavallo in quel dato evento poi è montato.

D.      Cavalli che si rifiutano di entrare a causa di paura  (quasi sempre) o dominanza (raramente)

Se proviamo ad incrociare le varie categorie vediamo che un cavallo di categoria A che però passa da un evento B può comunque diventare un soggetto di categoria D.

Ancora peggio se un cavallo di categoria A passa attraverso un’esperienza B (viaggio vissuto in maniera negativa) e quando la volta successiva si rifiuta di montare passa attraverso un’esperienza di categoria C (colui che lo carica non è preparato a sufficienza o affatto).

Ma adesso vediamo quali sono i punti su cui dovremmo lavorare per preparare il nostro cavallo ad un viaggio.

Prima di tutto è importante comprendere che non possiamo insegnare al nostro amico nello stesso momento in cui abbiamo l’urgenza di trasportarlo. E’ un esercizio da costruire, è una parte del suo addestramento. Diventare confidente con il trailer ed essere in grado di salire senza esitazione è una questione che in alcuni casi può essere di vita o di morte. Pensate ad un caso di colica che prevede l’immediato trasporto in clinica oppure il trasferimento per un disastro naturale imminente (alluvioni, incendi).

Molti sono convinti che perché il cavallo ci è stato portato fino a casa dal commerciante o dall’allevatore o perché in qualche maniera in passato è montato un paio di volte, sia da classificare come un cavallo che sale senza troppi problemi. Invece dobbiamo pensare al salire sul trailer come ad un esercizio a cui dare un punteggio da 1 a 10. Dove 1 è un cavallo che sale dopo aver rifiutato almeno 1 volta e 10 un cavallo che sale con il solo gesto della mano mentre è in libertà al pascolo insieme ad altri cavalli !

Quello che vogliamo noi non sarà un 10 ma che il cavallo salga a comando usando una corda di almeno sette metri mentre siamo seduti di fianco al trailer, a questo risultato potremmo dare un voto di 7.

Solo così saremo certi che se Domenica mattina dobbiamo partire alle 7 per andare in vacanza a fare quel fantastico Trekking che abbiamo sempre sognato possiamo dormire fino alle 6.30 senza preoccuparsi di niente, o almeno non del cavallo che non sale.

Per insegnare al cavallo a montare sul trailer dobbiamo comprendere prima  tre concetti fondamentali:

1)      Il cavallo non deve entrare nel carrello perché ha paura di noi o di quello che gli potremmo fare ma al contrario perché è un luogo confortevole, sta a noi farglielo sembrare tale.

2)      Il cavallo per comunicare usa un linguaggio tutto suo basato su pressione e rilascio, su comodità e scomodità. La punizione non esiste e non è comprensibile per il cavallo perché lui pensa nel momento e non elabora il passato per proiettarlo nel futuro.

3)      Dobbiamo rendere confidente il cavallo con il trailer un poco per volta attraverso approccio, ritirata e ripetizioni.

Ma c’è un altro ingrediente fondamentale, il più fondamentale di tutti. Se noi vogliamo insegnare qualcosa a qualcuno possiamo farlo solo se in qualche maniera riusciamo a comunicare con lui. Ma per comunicare devo prima imparare a leggere, a costruire le frasi, i discorsi ed infine ad esprimere concetti più articolati.

Nel caso del cavallo dovrò investire del tempo per imparare a comunicare con lui in una maniera chiara, cristallina ed efficace.

Nel programma Parelli imparare a comunicare con il cavallo passa da imparare a fare i 7 giochi che sono un po’ come le lettere dell’alfabeto. Mettendoli insieme posso creare degli schemi che unendo formeranno dei concetti con i quali insegneremo il cavallo a fare qualsiasi cosa. Anche salire sul carrello al trotto mentre è in libertà con il solo gesto della mano.

Mi capita spesso di essere chiamato a risolvere problemi relativi a cavalli che non salgono e la prima cosa che faccio “gioco” un po’ con il cavallo. In questa maniera imparo a conoscere la sua “personalità” che nel programma Parelli viene chiamata Horsenality e cerco, nel poco tempo che ho a disposizione, di stabilire con lo stesso un “protocollo” di comunicazione basato appunto sui 7 giochi.

Una volta stabilito con il cavallo un modo di comunicare, e questo di solito non richiede più di 30/60 minuti, affronto l’argomento trailer che mi può prendere, in alcuni casi anche altre 2 ore. Ma il punto non è il tempo che ci impieghiamo la prima volta, perché se abbiamo insegnato bene, la seconda volta probabilmente il tempo sarà un quarto, e la terza un sesto e così via, fino a diventare talmente immediata la risposta di salire sul trailer che potrò iniziare a lavorare sulla rifinitura come, ad esempio farlo salire da maggior distanza, a marcia indietro, in libertà etc.

COME SIMULARE UN TRAILER A CASA SENZA USARE IL TRAILER

Una cosa che possiamo e dobbiamo senz’altro fare è quella di abituare il cavallo a salire su delle pedane di legno, come ad esempio un bancale di legno che abbiamo avuto cura di rinforzare e chiudere le fessure superiori in modo che gli zoccoli non possano infilarvisi. Il bancale sarà la pedana del nostro trailer ed abituerà il cavallo al suono ed alla sensazione che gli trasmette il salire sulla pedana e sul pavimento del carrello

Per abituarlo alle strettoie e ad essere chiuso possiamo usare dei passaggi stretti, ad esempio mettendo vicino ad una staccionata una fila di bidoni di plastica in piedi, e chiedendo al cavallo di passare dentro la strettoia mentre noi rimaniamo fuori. Oppure possiamo usare un simulatore come quello nella foto:

CONCLUSIONI

    • Il cavallo non monta sul carrello perché è un animale claustrofobico per natura.
    • Possiamo aiutarlo a superare questa paura usando un approccio comunicativo anziché coercitivo, ma prima dobbiamo conquistare la sua fiducia creando un rapporto con lui.
    • Lo possiamo fare se impariamo a comunicare con lui e se non abbiamo fretta
    • Per comunicare dobbiamo imparare ad usare bene i 7 giochi e diventare esperti nel tradurre i nostri pensieri e le nostre idee, in esercizi fatti usando questi giochi
    • Dobbiamo simulare il più possibile quello che dovrà affrontare il cavallo in modo da prepararlo sia mentalmente ma anche emotivamente e fisicamente.
  • Una volta raggiunto il nostro scopo dobbiamo continuare a migliorarci e migliorare il nostro cavallo in modo che riesca a salire:
    • Mentre noi rimaniamo fuori dal carrello
    • Sereno e rilassato
    • Senza tornare indietro appena ci allontaniamo
  • Anche da 5/7 metri di distanza usando una corda di lunghezza appropriata

Solo così avremo successo ed il nostro cavallo diventerà Competente anche in questo

Ricordiamoci sempre che una delle nostre responsabilità è quella di INSEGNARE e NON obbligare il nostro cavallo.

Lui vi ringrazierà!

NOTA: Alcune delle attività spiegate in questo articolo possono risultare pericolose per voi e/o per il vostro cavallo perciò il mio consiglio è sempre di farvi aiutare da un Istruttore Parelli Certificato della vostra zona. La via più breve per imparare è frequentare dei corsi appropriati. Gli istruttori Parelli di tanto in tanto organizzano proprio dei Workshop di 1 giorno o più proprio su questo argomento denominati Trailer-Loading oppure corsi di 2 o più giorni sull’argomento OnLine dove viene affrontato anche come far salire il cavallo sul carrello.

Errori comuni da evitare:

    • Non entrare nel carrello davanti al cavallo ma lasciare che sia lui ad entrare. Se abbiamo un carrello a due posti possiamo entrare nella corsia di fianco a quella dove va il cavallo ed accompagnarlo ma solo nella fase iniziale
    • Non chiedere al cavallo che sta provando ad entrare nel carrello di entrare nel carrello (non mettiamogli fretta)
    • Non essere in ritardo  (l’ansia che ci coglierebbe la trasmetteremmo al cavallo)
    • Nella fase di insegnamento non portare il cavallo al trailer con la sponda abbassato ma piuttosto lasciarlo chiuso e giocarci intorno. Yoyo verso il trailer e via dal trailer, strettoie e passi laterali sono tutti esercizi che possiamo fare per migliorare la confidenza con la “caverna su ruote”
    • Non chiudere la sponda del carrello appena il cavallo entra. Piuttosto abituiamolo ad entrare ed uscire più volte a comando fino a che non è assolutamente confidente con l’entrare e restare nel trailer
    • Non legare il cavallo prima di aver messo la barra che lo chiude dietro ed aver tirato su la sponda del trailer
    • Quando arrivate a destinazione sciogliete il cavallo prima di aprire il trailer e togliere la barra di protezione posteriore
  • Lasciate sbloccata la barra anteriore (quella che normalmente blocca il cavallo di fronte al petto) perché alcuni cavalli quando entrano nel trailer infilano la testa in basso, sotto la barra anteriore e poi improvvisamente possono tirarla su e se è bloccata possono spaventarsi perché si sentono intrappolati e farsi del male saltando indietro

Articolo correlato: Rapporto

Lascia un commento

X