L’Approccio Graduale all’Uso dell’Imboccatura

Nel mondo dell’equitazione, la comprensione e il rispetto della sensibilità del cavallo sono fondamentali per stabilire un rapporto armonioso e una comunicazione efficace. La bocca del cavallo, essendo una delle parti più sensibili di questo nobile animale, richiede un’attenzione particolare, soprattutto quando si introduce l’uso dell’imboccatura di metallo. Prima di procedere con questo passo, è indispensabile adottare alcune azioni preliminari che rispettino la natura del cavallo e ne facilitino l’adattamento.

 

Preparazione Preliminare

 

Prima di introdurre qualsiasi tipo di imboccatura di metallo, è cruciale insegnare al cavallo a flettere l’incollatura in tre direzioni principali: lateralmente, verticalmente e longitudinalmente. Questo può essere ottenuto utilizzando strumenti più morbidi e meno invasivi, come una capezza in corda o, in casi particolari, un hackamore in cuoio. Questi strumenti permettono al cavallo di familiarizzare con il concetto di direzione e pressione senza provocare stress o disagio attraverso l’uso del metallo.

 

 

Introduzione dell’Imboccatura di Ferro

 

Solo dopo che il cavallo ha dimostrato di aver assimilato le basi della flessione dell’incollatura, si può procedere all’introduzione dell’imboccatura di ferro. Tuttavia, questo passaggio deve essere effettuato con cautela: l’imboccatura viene posizionata nella bocca del cavallo senza collegare le redini e, soprattutto, continuando a montare il cavallo utilizzando la capezza in corda o l’hackamore in cuoio. Questa pratica dovrebbe essere mantenuta per almeno 100 ore di monta, permettendo al cavallo di abituarsi alla presenza del metallo in modo graduale e senza pressioni inutili.

 

Passaggio alla Comunicazione Attraverso l’Imboccatura

 

Quando il cavallo si è adeguatamente abituato all’imboccatura di ferro, si può iniziare a utilizzare questo strumento per la comunicazione, attaccando le redini direttamente all’imboccatura. Questo segna un momento significativo nella relazione tra cavaliere e cavallo, poiché permette una comunicazione più fine e diretta. Tuttavia, è essenziale procedere con sensibilità e pazienza, ascoltando attentamente le risposte del cavallo e adeguando di conseguenza la pressione e i segnali.

 

Strategie per Casi Particolari

 

In determinate circostanze, può essere utile far indossare al cavallo contemporaneamente sia l’imboccatura in metallo sia l’hackamore o la capezza, maneggiando quattro redini. Questo approccio permette al cavaliere di utilizzare le redini connesse all’imboccatura come primo segnale di comando e, in caso di necessità, di rinforzare il comando utilizzando le redini collegate alla capezza o all’hackamore. Questa tecnica richiede abilità e sensibilità da parte del cavaliere, che deve essere in grado di gestire con precisione i segnali inviati attraverso le diverse redini.

 

Conclusione

 

L’equitazione naturale pone al centro il benessere e la psicologia del cavallo, cercando di stabilire una comunicazione basata sul rispetto reciproco e sull’intesa. L’introduzione graduale dell’imboccatura di metallo, seguendo le fasi descritte, rappresenta un esempio concreto di come l’approccio sensibile e rispettoso possa migliorare significativamente la relazione tra cavallo e cavaliere. È un percorso che richiede tempo, pazienza e dedizione, ma i risultati ottenuti in termini di fiducia e comprensione reciproca sono inestimabili.

Keep it natural and stay tuned


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Perchè dopo 4 mesi mi ha iniziato a dare problemi ?

Domanda

Buongiorno signor Sergio,

mi sono iscritto alla sua new letter dopo aver visto su you tube la sua capacità di spiegare in modo semplice ed esaustivo anche a quelli che, come me, si sono avvicinati da poco ( circa 1 anno) nel meraviglioso mondo dei cavalli.

 

A luglio ho acquistato il mio primo cavallo. Un quarter di 13anni. Castrone, piccolino ma bello ed elegante.

 

Veniamo al mio quesito.

 

Per un paio di mesi quando entravo nel tondino riuscivo a stare di fronte a lui e lui rimaneva fermo. All’inizio non sapevo neanche chi era parelli ma comunque il cavallo doveva provenire da un proprietario che lo aveva addestrato penso bene. Lo sellavo senza legarlo, in passeggiata mai scorrettezze. In passeggiata da solo è tranquillissimo e non ha paura di niente. Quando esce con altri cavalli faccio fatica a tenerlo dietro gli altri perché vuole sempre stare davanti.

 

Comunque ora quando siamo nel tondino con capezza e lunghina mi viene sempre addosso e non riesco a stare davanti a lui. Prima, ripeto, non lo faceva.

 

Ho sbagliato qualcosa in questi 4 mesi?

Come posso fare per correggerlo?

 

Grazie per la sua eventuale risposta e le faccio ancore i miei complimenti

 

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Se tengo lo stallone in paddock ma isolato è meglio ?

Domanda

Ciao Sergio, secondo te gli stalloni che vivono soli e in un ambiente non scuderizzato, ad esempio in campagna, liberi, in compagnia di cani e senza altri cavalli nelle vicinanze, hanno più probabilità di crescere con atteggiamenti meno libidinosi? 

E poi magari risultare più gestibili quando si trovano in passeggiata?

Sempre restando con le caratteristiche della propria horsenality, però magari lo stile di vita può limare alcune spigolisita caratteriali?

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L’Importanza delle Vibrisse

Introduzione

In un mondo in cui l’armonia tra uomo e natura si sta rivelando sempre più cruciale, comprendere le sottigliezze della vita animale assume un’importanza primaria. Nel mondo equestre, questa comprensione si traduce in una migliore gestione e cura dei nostri amici equini. Uno degli aspetti meno conosciuti ma fondamentali della biologia equina riguarda le vibrisse, o peli tattili, che adornano il volto dei cavalli, in particolare attorno al naso e agli occhi.

Le vibrisse non sono solo una caratteristica estetica, ma svolgono un ruolo sensoriale vitale che va ben oltre la semplice protezione delle zone delicate del volto del cavallo. Questi peli specializzati fungono da antenne sensoriali, fornendo ai cavalli una percezione tattile preziosa del loro ambiente circostante. Attraverso le vibrisse, i cavalli possono percepire minime variazioni nel loro ambiente, che sarebbero altrimenti invisibili o impalpabili. Questa capacità di percezione amplificata è essenziale per la loro sicurezza e il loro benessere.

Nell’ambito della scienza dell’equitazione, la comprensione del ruolo delle vibrisse può contribuire notevolmente a migliorare le tecniche di allenamento e di gestione dei cavalli. Ad esempio, la consapevolezza della sensibilità tattile dei cavalli può aiutare i cavalieri e i gestori a evitare pratiche potenzialmente nocive come la potatura delle vibrisse. Inoltre, può fornire spunti per l’adattamento di ambienti e attrezzature in modo da garantire il comfort e la sicurezza del cavallo.

Con l’evoluzione della scienza equestre, l’attenzione si sta spostando sempre più verso un approccio olistico che considera ogni aspetto della biologia e del comportamento equino. Le vibrisse, con la loro funzione sensoriale unica, rappresentano un capitolo intrigante in questo continuo viaggio di scoperta, offrendo nuove prospettive su come possiamo migliorare la nostra interazione con i cavalli e contribuire al loro benessere e successo.

Cosa sono le Vibrisse?

Le vibrisse, sono peli tattili specializzati presenti in molti mammiferi, inclusi i cavalli. Questi peli differiscono dai peli ordinari in termini di struttura e funzione. Sono più lunghi, più spessi e radicati più profondamente nella pelle rispetto ai peli normali. Ogni vibrissa è innervata e circondata da follicoli piliferi sensibili che trasmettono informazioni tattili al sistema nervoso dell’animale quando vengono toccate o mosse. Questo meccanismo consente ai cavalli di percepire il loro ambiente circostante, fornendo loro preziose informazioni sensoriali che contribuiscono alla loro capacità di navigare in modo sicuro nel loro ambiente e reagire ai potenziali pericoli.

Comparazione con le Vibrisse di Altri Mammiferi

La presenza di vibrisse non è unica dei cavalli; altri mammiferi, come i gatti, i cani e i roditori, hanno anch’essi vibrisse. Tuttavia, la funzione e l’importanza delle vibrisse possono variare leggermente tra le diverse specie.

  • Gatti: I gatti hanno vibrisse prominenti sul loro muso, sopra gli occhi, e sulle parti posteriori delle gambe. Le vibrisse aiutano i gatti a misurare le aperture e a navigare in spazi stretti, oltre a fornire feedback sensoriali mentre si muovono e cacciano.

  • Cani: Anche i cani hanno vibrisse in diverse aree del corpo, inclusi il muso e sopra gli occhi. Le vibrisse aiutano i cani a percepire cambiamenti nel loro ambiente, specialmente in condizioni di scarsa illuminazione.

  • Roditori: I roditori, come i topi e i ratti, hanno vibrisse lunghe e flessibili che usano per esplorare il loro ambiente, specialmente in spazi stretti o bui. Le vibrisse sono cruciali per la loro capacità di navigare e percepire il mondo intorno a loro.

  • Altri mammiferi marini: Le vibrisse svolgono un ruolo cruciale nella percezione sensoriale sotto l’acqua, aiutando questi animali a percepire le correnti e a localizzare il cibo in condizioni di scarsa visibilità.

La comparazione evidenzia come la funzione principale delle vibrisse attraverso diverse specie sia quella di agire come un sistema sensoriale tattile esteso, fornendo una sorta di percezione “tattile a distanza” che aiuta gli animali a interagire con il loro ambiente in modo più informato e sicuro.

Struttura e Funzione delle Vibrisse Attorno agli Occhi Equini

Basandoci sulle informazioni fornite in “Equine Eyes – an overview1, la pelle attorno agli occhi equini ha tre tipi di peli: vibrisse, ciglia e peli dermici. Le vibrisse sono posizionate strategicamente: 2-4 vibrisse sono tipicamente localizzate a 2-3 cm dorsalmente al canto mediale, mentre 8-10 vibrisse sono situate a 1 cm in posizione ventrale e parallela alla palpebra inferiore. Questa disposizione non è casuale, ma riflette la funzione sensoriale cruciale che queste vibrisse svolgono.

Le vibrisse attorno agli occhi agiscono come un sistema di allarme precoce, rilevando oggetti o ostacoli prima che possano entrare in contatto con l’occhio, fornendo al cavallo il tempo necessario per reagire e proteggere gli occhi da possibili danni. Questa funzione protettiva è particolarmente utile in natura, dove il cavallo può incontrare rami bassi, arbusti spinosi o altri potenziali pericoli per gli occhi.

La comprensione della funzione delle vibrisse attorno agli occhi può avere implicazioni significative per la salute oculare e il benessere generale del cavallo. Ad esempio, la pratica di tagliare le vibrisse, comune in alcuni ambienti equestri per ragioni estetiche, potrebbe privare il cavallo di una linea di difesa cruciale contro gli infortuni oculari. Senza le vibrisse per fornire un avvertimento tattile anticipato, il cavallo potrebbe essere più suscettibile a lesioni agli occhi causate da oggetti estranei o ostacoli.

Inoltre, la consapevolezza della funzione protettiva delle vibrisse può informare le decisioni riguardanti l’ambiente di vita e di allenamento del cavallo, come la rimozione di ostacoli potenzialmente pericolosi o l’adattamento delle attrezzature e delle strutture per minimizzare i rischi per gli occhi.

Fatti Interessanti e Curiosità sulle Vibrisse Equine

Ecco alcune curiosità e fatti interessanti riguardo alle vibrisse dei cavalli.

Ciclo di Crescita: A differenza di altri peli, le vibrisse hanno un ciclo di crescita unico. Crescono fin dalla nascita del cavallo e raggiungono una lunghezza naturale, dopodiché non crescono all’infinito, ma mantengono una lunghezza costante che è ottimizzata per la percezione sensoriale. Questa lunghezza può variare da cavallo a cavallo, ma è sempre in sintonia con le necessità sensoriali dell’animale1.

Flessibilità e Robustezza: Le vibrisse sono notevolmente flessibili e robuste, permettendo loro di resistere a varie condizioni ambientali senza rompersi. La loro flessibilità consente ai cavalli di esplorare il loro ambiente in modo efficace, mentre la loro robustezza assicura che siano in grado di fornire feedback sensoriali per tutta la vita del cavallo.

Sensibilità: Le vibrisse sono estremamente sensibili, e ciascuna di loro è circondata da follicoli piliferi ricchi di nervi. Questa innervazione consente ai cavalli di percepire anche le più leggere variazioni nel loro ambiente, come un soffio di vento o la presenza di un oggetto vicino.

Estetica vs Funzionalità: In alcuni ambienti equestri, le vibrisse possono essere tagliate per ragioni estetiche. Tuttavia, questa pratica può ridurre la capacità del cavallo di percepire il suo ambiente in modo efficace, evidenziando un conflitto tra estetica e funzionalità.

Posizionamento Unico: Le vibrisse sono strategicamente posizionate in aree chiave del volto del cavallo, come attorno al naso, alla bocca e agli occhi, dove la pelle è più sottile e la sensibilità tattile è alta. Questo posizionamento consente ai cavalli di avere una percezione tattile ottimizzata delle aree cruciali.

Riferimenti alle Fonti

  • “Sensory Abilities of Horses and Their Importance for Equitation Science” sul sito NCBI: link1.
  • “Vibrissae of the horse, a pilot study on how to assess the effect of…” sul sito dell’Università di Utrecht: link2.
  • “Equine Eyes – an overview” su ScienceDirect: link3.
  • “The vibrissae, the senses of the horse” su Go Horse: link4.

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Galoppa verso casa

DOMANDA

Buongiorno, seguo i video e trovo sempre interessati gli argomenti che tratti. Avrei bisogno di una chiave di interpretazione per questo comportamento. Ho una cavalla di 4 anni e mezzo purtroppo svezzata con la serreta.Vado in passeggiata da sola, il galoppo inizia ad essere abbastanza controllabile, tuttavia se ritorno indietro (al galoppo) per lo stesso percorso ripassando sulle stessa via o nello stesso campo attraversato poco prima ad andatura regolare, impazzisce e va al galoppo sfrenato e diventa difficile fermarla. Cosa le passa per la testa? Se torno indietro al passo o al trotto invece rimane gestibile. Grazie 

 

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